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Vantaggi del bag in box, in un filmato

Vantaggi del bag in box, in un filmato

Per evidenziare i vantaggi del bag in box per il consumo di vino, ecco un breve filmato.

 

 

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Sangiovese di Romagna

Il Sangiovese di Romagna è un vino rosso la cui produzione avviene nelle provincie di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini ed in alcune zone della Provincia di Bologna. Prodotto con le uve Sangiovese vinificate in purezza o insieme a piccole quantità (massimo 15%, secondo il disciplinare DOC) di uve di altre varietà a bacca rossa della zona.
Il sangiovese è il simbolo dell'Ente Tutela Vini di Romagna, consorzio di produttori sorto nel 1967 con lo scopo di tutelare e valorizzare i Vini di Romagna e vigilare sulle DOC. L'Ente lega, inoltre, la sua immagine a quella del Passatore, leggendario brigante del 1800.
Il sangiovese di Romagna si abbina bene ad antipasti a base di salumi, a piatti a base di carni rosse, arrosti misti e grigliate, a primi piatti di pasta secca o ripiena con sughi di carne e pomodoro, a parmigiano e grana stagionati e formaggio di fossa.
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Felice 2017!

Felice 2017!


Il 2016 è stato un anno ricco di novità e cambiamenti. Abbiamo lavorato insieme per raggiungere nuovi e importanti traguardi.
A tutti i migliori auguri di un Felice 2017!
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Storia del bag in box

Il bag in box è nato nel 1965 da un viticoltore australiano che ha brevettato questo sistema di confezionamento.

Nel 1965, l' enologo Thomas Angove ha radicalmente cambiato il confezionamento del vino australiano.
Inizialmente il consumatore doveva aprire la scatola, prendere la borsa fuori, tagliare un angolo per versare il vino, e sigillare il sacchetto con una graffetta.
Non molto efficiente ed il funzionamento piuttosto disordinato, e per di più durante i primi anni c'erano scatole bagnate, versatori inaffidabili e problemi di freschezza.
Tuttavia la scatola di vino è diventata una soluzione di confezionamento popolare per il vino australiano, mentre nei successivi anni altri commercianti di vino hanno migliorato il design.

Un commerciante di vini di Melbourne, Dan Murphy ha lavorato con l'inventore Charles Malpas per sviluppare un rubinetto che potrebbe essere attaccato al sacco, lasciando che il vino esca fuori, ma non faccia entrare l'aria. Questo progetto ha consentito al sacco di rimanere nel box ed essere usato come una botte di vino tradizionale. Malpas ha anche introdotto il sacchetto di plastica metallizzata.
L'enologo Ian Hickinbotham ha anche lavorato per perfezionare l'idea del rubinetto. Un sacchetto all'interno di quello che sembrava un barattolo di vernice. La latta era una necessità, come in quei primi giorni, il sacco era il problema più grande. Era stato lanciato il barattolo delle dimensioni di un grande barattolo di vernice, dipinto per assomigliare ad un barile. Non è stato davvero un successo commerciale ed è stato abbandonato dopo qualche mese.

A quel punto un altro commerciante di vini, David Wynn, entrò in scena. Wynn si è affrettato ad dottare una tecnologia affidabile per il bag-in-box che era stato brevettato dalla società americana Scholle nel 1950 per i contenitori di acido della batteria.

Gli imballaggi di oggi sono il risultato di molti anni di ulteriore ricerca e sperimentazione di alluminio e dispositivi per il versamento del vino, ma il concetto fondamentale di una sacca flessibile all'interno di una scatola rigida,era il concetto di confezionamento di Tom Angove. La combinazione del sacchetto di plastica e scatola di cartone rigido per il vino è stato innovativo e ha portato un nuovo e popolare formato di packaging per il mercato.

Sebbene in questi giorni il bag-in-box viene utilizzato per una grande varietà di liquidi, è il vino che spinge questo formato di confezionamento alla ribalta. E devo dire con molta creatività.
Un imballaggio per il vino sfuso, che contiene almeno 4 bottiglie da lt 0.75, è sicuro, efficiente e permette una durata più lunga dopo l'apertura, maneggevolezza, un prezzo inferiore al litro e significativi vantaggi ambientali.


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I vantaggi del bag in box per il vino

Il Bag in Box (tradotto letteralmente sacca nelle scatola) è un imballaggio monouso concepito per contenere, proteggere e preservare il vino di qualità.

Il vantaggio del Bag in Box è quello di prolungare la conservazione del vino al suo interno sia prima che dopo l’apertura della confezione.
Una volta aperto, il vino contenuto si mantiene inalterato per diverse settimane dopo l'apertura della confezione.
Infatti mano a mano che si svuota, il sacco si ritira e l’ossigeno non prenetra al suo interno durante l’erogazione del prodotto.

Questo tipo di imballaggio è perfetto per erogare piccole quantità di prodotto alla volta incoraggiando a bere con responsabilità.
Il Bag in Box è in materiali tali da impedire a diversi gradi il passaggio dall'esterno all'interno e viceversa dei gas, della luce, del calore, ecc. per lungo tempo. Una volta riempita il sacchetto, sigillato il tappo e/o dispenser, la sacca viene inserita in una scatola a forma di parallelepipedo che tipicamente è in cartone, solitamente recante informazioni sul contenuto.

I formati in litri tipici del Bag-in-box da vino sono da 3 lt, 5 lt e 10 lt.

Il Bag in Box è un un imballaggio ecosostenibile infatti è un imballaggio leggero, composto con materiali reciclabili e il suo utilizzo comporta minori emissioni di CO2 rispetto alle alternative in plastica o in vetro.

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Il culto del Cabernet Sauvignon

Il culto del Cabernet Sauvignon

Il Cabernet Sauvignon è il vitigno che rappresenta il vino di Bordeaux, uno dei più coltivati sulla sponda sinistra della Gironda, soprattutto nel Mèdoc e a sud di Bordeaux, a Graves. Cabernet Sauvignon è un vino pregiato e può essere facilmente invecchiato, in barriques, con eleganza. Il Cabernet Sauvignon è nato dall’incrocio (spontaneo) tra Cabernet Franc e Sauvignon Blanc e non a caso offre le migliori caratteristiche di entrambi.

L’origine del Cabernet Sauvignon è incerta, potrebbe avere origine nella Rioja spagnola, ma sono solo supposizioni. La certezza unica e inconfutabile è che Bordeaux rappresenta la sua zona d’elezione: il miglior terroir per questo nobile vitigno. Lo stile bordolese (uvaggio con Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot) offre vini intensi, pieni e balsamici, dove il frutto è stato domato da un lungo affinamento e si concentra maggiormente su austerità e profondità, piuttosto che potenza muscolare.

Il Cabernet Sauvignon è presente in ogni Paese del mondo in cui si produce vino ed è considerato un'uva internazionale.
La diffusione del Cabernet Sauvignon nel mondo è così ampia che spesso viene definito semplicemente “Cabernet”. L'utilizzo di questa abbreviazione, sebbene abusata, ha portato ad alcune incomprensioni e confusioni nella reale identificazione dei vini prodotti con quest'uva. Se è vero che nella maggioranza dei casi l'uso del termine “Cabernet” si riferisce al Cabernet Sauvignon, è anche vero che in certe zone, quando si usa questo termine, ci si riferisce in realtà al Cabernet Franc. Inoltre in certi vini prodotti nel nord-est dell'Italia - in particolare nel Veneto e nel Friuli Venezia Giulia - è piuttosto frequente trovare nelle etichette delle bottiglie la sola definizione “Cabernet” e che nella quasi totalità dei casi indica un vino prodotto da Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon di cui, con molta probabilità, è il Cabernet Franc a rappresentare la percentuale più elevata.

Il classico uvaggio bordolese comprende Cabernet Sauvignon a cui si aggiunge Cabernet Franc e Merlot, con cui forma una triade perfetta, grazie alla morbidezza che gli conferiscono, smussando il suo carattere impetuoso. Ma non è raro trovarlo in purezza, soprattutto nelle zone calde (spesso fuori dalla Francia) dove riesce ad arrivare ad una maturazione completa. Il Cabernet Sauvignon ha una maturazione tardiva che può stentare ad arrivare alla fine del processo: proprio per questo a Bordeaux sono coltivati anche Merlot, Franc e Petit Verdot, non solo per il blend, ma anche come assicurazione per le annate in cui il Cabernet non viene bene.

L’altra patria elettiva del Cabernet Sauvignon è la Toscana, dove negli anni 70 nacque il fenomeno Super Tuscan, guidato dal Sassicaia. Pur essendo presente nel Chianti e in buona parte della regione, la zona principe rimane il lembo di terra stretta tra mare e colline nei pressi di Castagneto Carducci, nella Maremma settentrionale, con la relativa DOC Bolgheri.

Sempre in Italia altre zone di qualità garantita sono i Colli Euganei, il Friuli e l’Alto Adige, soprattutto nella conca di Bolzano.

Il Cabernet Sauvignon può essere servito ad una temperatura ambiente, di 16-18 gradi, in calici ampi per poterlo ossigenare meglio.
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Il Merlot, vitigno globale?

Sebbene il Merlot è considerato un vitigno mondiale, esso è originario della Gironde, nel Sud-Ovest della Francia, e in particolare della zona di Bordeaux da cui nascono (in uvaggio con il Cabernet) alcuni dei più prestigiosi vini al mondo. Pomerol, la più piccola delle denominazioni di Bordeaux, è indubbiamente l'area di produzione dei più grandi Merlot del mondo. Quando si descrivono i migliori Pomerol raramente affiorano le parole caldo o morbido e non è raro imbattersi in vini di finezza e austerità che sono imbattibili nel mondo.

Il vitigno si è diffuso in altre aree a vocazione enologica, in quanto una caratteristica della varietà è la capacità di adattarsi con facilità ai diversi climi e territori nei quali è stato introdotto.

Il Merlot è molto precoce e ha bisogno di un terreno ricco e grasso, che trattenga l’acqua a lungo ed eviti maturazioni troppo repentine con concentrazioni eccessive. Inoltre, l’argilla ha la caratteristica di compattarsi nei periodi più caldi, tranciando le radici più giovani e bilanciando il rischio di eccessiva nutrizione della pianta.

La fermentazione avviene perlopiù in acciaio, ma si assiste ad un ritorno dell’utilizzo di cemento non vetrificato anche per la fermentazione alcolica, che consente risparmi energetici e di evitare rischi di tendenza alla riduzione. La maturazione avviene poi classicamente in barrique, con assemblaggio delle diverse particelle fatto il prima possibile e permanenza standard intorno ai 18 mesi.

In Friuli Venezia Giulia, soprattutto nei Colli Orientali del Friuli, il Merlot trova condizioni favorevoli, grazie ad un clima fresco e ad argille scure, e i vini vantano un profilo elegante e sono dotati di vivacità e freschezza, struttura, ma non risultano mai troppo paffuti.
Il Merlot friulano, che nelle zone di pianura ha leggerezza simile a quello Veneto, diventa, salendo d’altitudine, soprattutto nel Collio e nei Colli Orientali, corposo, di maggiore ampiezza aromatica, oltre che pastoso e ricco.
Procedendo dal Veneto, si incontra la zona denominata Grave, dove si produce un Merlot color rubino con aroma fragrante, fruttato e sapore asciutto, ricco e morbido.
Lo si serve per accompagnare carni bianche o anche pesci grassi in umido.
Il Merlot dell’Isonzo ha colore rubino acceso, fresco e leggero che, se invecchiato, raggiunge un’apprezzata sapidità.
Le varietà giovani si destinano a carni bianche e a pesci saporiti, mentre le più invecchiate sostengono le carni rosse.

Un’altra regione da tenere in considerazione è la Toscana, dove il vitigno domina in tutta la zona tirrenica, soprattutto nei suoli argillosi della Val di Cornia e Bolgheri.
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Roero Arneis

Roero Arneis

Questo vino bianco che nasce dalle uve di un vitigno antico e spesso ricordato con il nome latino "Renexium" nelle zone viticole del Piemonte.
L’Arneis, antico vitigno autoctono, originario dell'area del Roero, confinante con l’Astigiano, nella prima metà del secolo scorso era quasi scomparso. Riscoperto nell’ultimo quarto del Novecento, questo vino ha ottenuto immediati riscontri tra i consumatori italiani ed esteri, diventando un successo.
Grande vino bianco del Piemonte, l’Arneis è il frutto di una felice riscoperta dovuta all’intuito, alla passione, alla caparbieta’ ed alla capacita’ imprenditoriale dei viticoltori roerini. Autentico gioiello dell’enologia locale si è inserito, in brevissimo tempo, nel gotha vitivinicolo internazionale.

Le uve provengono da vigneti posti sulle ripide colline del Roero caratterizzate da terreni prevalentemente calcareo silicei, particolarmente ricchi di sabbie quarzose e argille finissime mescolate a stati sottili e friabili di arenaria. Su questi suoli, soffici e permeabili, che apportano abbondanza di oligoelementi garantendo contemporaneamente un’immediata espressione del bouquet, il vitigno Arneis trova le condizioni ideali per l’espressione di profumi freschi e fragranti.

Ama la cucina semplice ed elegante, il pesce naturalmente, soprattutto quello di lago e di fiume, le carni bianche, le verdure, i primi delicati di pasta e di riso. Nella versione passita, che profuma deliziosamente di miele e di frutta secca, accompagna i dolci più sontuosi con sicura personalità.
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Vini per l'estate

Vini per l'estate

Nei mesi estivi niente di meglio di un vino fresco e piacevolmente aromatico.
Largo dunque a vini fruttati, bianchi floreali e rosati profumati, quelli che a basse temperature di servizio rendono al meglio
Pertanto i vini per l'estate sono per lo più bianchi o rosati, fruttati e di pronta beva.

Trai bianchi più bevuti si citato il Roero Arneis, Traminer e Friulano.
I rosati sono stati indicati per le loro caratteristiche definite multifunzionali, ovvero, freddi come i migliori bianchi e di buona struttura come i migliori rossi.
I vini rosati sono amati, grazie anche alla straordinaria varietà che ormai si trova sul mercato: da quelli più floreali o più fruttati dalle note di frutti di bosco, agli austeri dalla grande corposità.
Sono vini molto versatili che potete sorseggiarli con formaggi freschi, ortaggi grigliati, focacce, panzerotti fritti e pizzette, tapas di pesce o con affettati.

In ultima analisi i "Rossi da Frigo", indicati i vini rossi fruttati.
Serviti alla temperatura indicativa di otto gradi sembrano raccogliere consensi tra i più giovani bevitori.

Tutti i vini indicati si possono abbinare a stuzzichini di vario genere e a preparazioni non troppo complesse, soprattutto a base di verdure e pesce. Ecco perché rappresentano un’ottima scelta per l’aperitivo, durante cui abitualmente si servono sfiziosi appetizers.
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Pecorino, un vino di tendenza

Pecorino, un vino di tendenza

Il vino bianco Pecorino è tipico del sud delle Marche e nord dell'Abbruzzo.
Le sue origini sono remote, sebbene si sa molto poco di esse. È diffuso soprattutto nella zona del Piceno e il suo nome particolare deriva dal fatto che quella terre era dedita in particolare alla pastorizia.
Il vitigno Pecorino è stato rivalutato recentemente, essendo nel passato stato relegato in territori sempre più ristretti a causa della ridotta produttività.

Il vino Pecorino si presenta di colore giallo paglierino, riflessi verdolini. I profumi sono tipici della frutta tropicale e di fiori bianchi, ginestra.
In bocca si rivela con un gusto morbido dai sentori di frutta matura, mela renetta, liquirizia, fiori d’acacia e gelsomino.
Ideale con tutta la cucina marinara. Si accompagna ottimamente anche ad antipasti, primi e secondi piatti delicati, ed alle carni bianche.
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